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COMUNE DI TORRICE (FR)
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VIA ASPROMONTE SNC
Numero telefonico centralino:
0775 300014
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0775 301604
P.Iva:
00274740604

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Cenni Storici

Il nome di Torrice, seconda la più nota tradizione, deriva dalle torri che la cinta muraria medioevale presentava quando intorno al secolo X il centro ciociaro venne fortificato.
Tuttavia resti archeologici rinvenuti nel territorio hanno fatto supporre che nell’epoca romana, forse a causa della sua vicinanza con Frusino e con la via Latina (l’attuale via Casilina), il territorio torriciano fosse popolato da gente abitante in un pagus o attorno a qualche piccola villa rustica.
Le prime testimonianze storiche risalgono all’inizio del millennio quando Torrice viene menzionata prima come località e poi come castrum appartenente alla circoscrizione religiosa verolana e soggetto politicamente allo stesso vescovo.
In quei tempi i vescovi erano soliti definire le controversie sistemando il territorio con vasti possedimenti a contratto di vassallaggio, garantendosi poi la presenza dì un gruppo di milites fedeli. Da questi ultimi derivò probabilmente quel gruppo di signorotti locali che controllò Torrice dalle origini e fino ai primi decenni del Duecento.

Nei secoli del Medioevo Torrice venne più volte attaccato e incendiato: nel 1129 dalle truppe pontificie di Onorio Il durante il tentativo papale di riconquista della Campagna, nel 1165 dalle milizie tedesche di Federico I il Barbarossa guidate da Diopoldo il quale fece devastare e depredare le contrade.

 

Se intanto in questi secoli Torrice sembra già una piccola comunità autonoma per aver portato a compimento il suo processo di affrancamento da Veroli e dai castelli vicini in realtà era ancora sottoposta al controllo di signori feudali.
Durante il Trecento i suoi abitanti parteciparono all’assalto della rocca di Ferentino, allorché i campanini insorsero contro il cardinale Egidio d’Albornoz e l’estensione delle sue leggi alla provincia di Campagna e Marittima mentre, durante i fatti dello scisma d’Occidente, venne attaccato e occupato dalle truppe di Onorato Caetani
Dopo questi avvenimenti Torrice fu occupato da Ladìslao di Durazzo re dì Napoli a cui i torriciani si ribellarono distruggendogli le fortificazioni erette nel territorio.

Agli inizi del Quattrocento esisteva l’universitas, il comune rurale che nel Cinquecento appariva dotato di propri statuti.

Successivamente la comunità venne sottoposta a varie signorie (Deifobo dell’Anguillara, il cardinale Francesco Mendoza) che causarono un periodo di spopolamento ma la ripresa demografica si ebbe subitanea e vigorosa. Nel Seicento Torrice fu al centro di gravissimi problemi economici a cui si tentò di far fronte mediante un vasto disboscamento del territorio, da destinare all’allevamento e all’agricoltura.

Nei secoli dell’età moderna, dopo la guerra di Campagna, l’ultima combattuta nel Lazio meridionale fino all’invasione francese del 1798 si ebbero i problemi provocati dal brigantaggio, resi più virulenti dalla focosa personalità degli abitanti. Qualche torriciano partecipò alle ribellioni antigiacobine venendo però condannato al patibolo.

I segni della ripresa demografica ed economica del Settecento furono la progettazione e la realizzazione del rinnovamento del patrimonio edilizio, sia sacro, con la ricostruzione secondo criteri barocchi delle principali chiese, che profano, con la riedificazione di molte abitazioni e la costruzione di nuovi palazzi.

 

All’inizio dell’Ottocento poche erano le famiglie benestanti e grandissimo il numero delle famiglie contadine e nullatenenti. Nei primi decenni, malgrado la forte presenza ecclesiastica, a Torrice cominciavano a diffondersi sentimenti anticlericali e carbonari: un torriciano, Nicola Fabrizi, fu l’organizzatore di una vendita carbonara che si ramificò e si collegò con altre analoghe della provincia, segnale dei cambiamenti radicali in corso anche nelle province più arretrate dello stato papale. Agli inizi del XX secolo Torrice è stato colpito diverse volte dai terremoti: si ricordano ancora i danni prodotti da quello del 1915. Molti abitanti hanno dovuto espatriare per le magre risorse di un territorio densamente popolato: per questo troviamo famiglie torriciane in molti centri sia della provincia ciociara che in altri luoghi d’Italia, d’Europa e d’America.





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